Questa mattina ho partecipato alla commemorazione delle vittime delle stragi naziste, in particolare quella della strage di Monchio, avvenuta nel 1944, che causò la morte di 136 persone.

La presenza del ministro dell’ambasciata tedesca, Schneider, delle istituzioni italiane, dal Sindaco di Palagano, Fabio Braglia, al procuratore De Paolis, alla consigliera Serri, insieme alla presenza dei familiari delle vittime di quella strage, hanno caratterizzato un momento di profonda riflessione. E hanno portato a siglare un patto con l’ambasciata tedesca per ricostruire la Buca di Susano, uno dei luoghi simbolo delle stragi naziste.

La Buca di Susano sarà il simbolo della memoria. La stessa che dobbiamo alimentare giorno dopo giorno per mostrare alle nuove generazioni il significato di quei momenti. Dobbiamo farlo con forza. La stessa forza che dobbiamo attribuire all’Europa, in prossimità della ricorrenza dell’anniversario dei Trattati di Roma. Gli stessi che istituirono quella Comunità che ancora oggi è garante dei principi della pace e della libertà.

Le rovine della casa, luogo della strage messa in atto dai nazisti, diventeranno un museo,  che vedrà al proprio interno un albero nato qualche anno fa, tra le rovine della casa: l’immagine della vita che rinasce anche nei luoghi più bui.