Dunque. Sperando che domani ci sia almeno uno zelante giornalista in Italia (uno eh, mi accontento) che decida di raccontare i fatti (raccontare lui, non far parlare me, Di Maio, Di Battista o qualcun altro), io ve li anticipo.
Di fronte alla mia proposta di legge per il ricalcolo dei vitalizi, i grillini hanno risposto che lo strumento non era la legge, ma una delibera dell’ufficio di presidenza. “Poco importa – dico io – l’importante è il risultato, ovvero tagliare drasticamente quanto percepito dagli attuali vitalizi”. Quando il M5S deposita la sua proposta, faccio notare che non un solo euro si sarebbe tagliato e quindi risparmiato da quella proposta. Nemmeno un centesimo tolto ai milioni di euro che spendiamo per i vitalizi. A quel punto, il mio gruppo, quello del Pd, assume un’iniziativa: se i grillini vogliono una delibera, accettiamo quello strumento, ma andando a toccare il privilegio di chi il vitalizio lo prende già. Insomma, quello che Richetti tagliava con il ricalcolo per legge, la delibera del Pd lo taglia con un prelievo alla fonte. Se non troviamo uno zelante giornalista domani, ognuno di noi potrà verificare cosa prevedono le due proposte: risparmio uguale a 0 con la proposta del M5S (sposta solo in avanti il termine del beneficio); risparmio di 2.400.000 euro con la proposta del Pd. Il più grande taglio ai vitalizi mai fatto prima. La proposta viene approvata, tra urla, spintoni e minacce (non si sa bene sulla base di cosa) e i colleghi grillini fanno partire a raffica l’hashtag #sitengonoilprivilegio. In decine ritwittano, si indignano, gridano alla Casta (si, di fronte ad un taglio che fa risparmiare milioni ai cittadini) e mi chiedono perché non abbiamo votato la proposta dei cinque stelle. Vi rispondo: perché facciamo sul serio! E produciamo nei fatti ciò che loro sbandierano in maniera fumosa. E forse è proprio questo che, oggi, li ha fatti così arrabbiare…….