A chiunque tirasse in ballo il Presidente Grasso riguardo l’esito delle elezioni siciliane ho rivolto l’invito a non dire fesserie e portare rispetto alla seconda carica dello Stato. Ho fatto, senza esserne all’altezza, il Presidente del “parlamento regionale” dell’Emilia Romagna. Per il mio modo di concepire il ruolo di garanzia e super partes che viene affidato a questi incarichi, non avrei mai pronunciato le parole del Presidente Grasso. Non mi sarei mai permesso di dire “non c’è più” a nessuna forza politica, tantomeno alla prima forza parlamentare. E noi, con l’atteggiamento che attiene ai grandi partiti che fanno della democrazia e della Costituzione i loro riferimenti indiscutibili, segneremo la nostra esistenza, per fugare ogni dubbio al Presidente Grasso, portandogli il rispetto che si deve.