La mafia in Emilia? C’è eccome. Ma non la lasceremo vincere

Interventi, slideshow — By Staff on 13 gennaio 2012 13:53

Su L’Espresso, una lunga inchiesta di Lirio Abbate sul radicamento della mafia in Emilia, traccia un solco definitivo rispetto a chi ancora si vuole illudere che questa terra sia immune da un simile virus. Invece, scrive Labbate, “da Piacenza a Rimini, da Parma a Ravenna, la criminalità organizzata sta conquistando anche questa storica ‘regione rossa’. Attraverso una rete di politici, imprenditori, professionisti. Che rispondono ai clan e alle ‘ndrine”. L’allarme lanciato dall’indagine di Abbate, un’inchiesta che segue di qualche giorno il gravissimo episodio delle minacce mafiose ricevute dal giornalista della Gazzetta di Modena Giovanni Tizian, non è certo un fulmine a ciel sereno per Matteo Richetti, che così ha commentato questo forte richiamo a non abbassare mai la guardia rispetto al fenomeno.

“Non basta più trincerarsi dietro il comunicato stampa in cui il politico di turno dice: tenere alta la guardia contro le mafie. Ma che vuol dire? Qui c’è un problema preciso, perché non si può più parlare di infiltrazioni, ma un radicamento costante in moltissimi settori dell’economia emiliano-romagnola, da quello delle costruzioni a quello industriale”.

E’ lo scatto in avanti della politica in cui spera il presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, il quale dice basta alle parole. Avanti con i fatti.

“E’ ora di iniziare a mettere in fila provvedimenti di legge per evitare infiltrazioni. Fra i politici c’è ancora molta timidezza, non perché non si vuol fare i conti con il problema, perché qui ci sono sindaci coraggiosi che si mettono di traverso di fronte ad un soggiorno obbligato perché rappresenta un elemento di contaminazione di una comunità”. Rivolgendosi agli amministratori locali Richetti dice: “Qui il problema è non avere paura di affrontare un tema, per cui più parliamo del problema più affermiamo la presenza di illegalità e insicurezza di una società che amministriamo e governiamo. Non è rimuovendo dal punto di vista politico, comunicativo, sociale o di opinione che lo si fa sparire. Per molti non si vuol lanciare l’allarme di una regione infiltrata dalle mafie. Ma l’Emilia è anche la terra che ha messo tanti anticorpi legislativi. Non vogliamo fare come la Lombardia dove Formigoni un giorno si è svegliato ed ha scoperto di governare una delle regioni più colpite dal fenomeno mafioso. Noi intanto facciamo norme per contrastarla”.

Il servizio del tg di E-tv:



Fonte immagine in evidenza
: L’Espresso online.

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