Da Potenza, un caso di buon senso…

News — By Staff on 28 luglio 2011 10:07

Dal gruppo “Se non ora quando?” di Lauria, in provincia di Potenza, ci comunicano l’intenzione di promuovere una petizione per l’abolizione dei vitalizi anche nella Regione Basilicata. Ecco la mail che ci hanno gentilmente spedito da Potenza, e la risposta di Matteo Richetti.

Gentile Presidente,
Le scrivo a nome del gruppo “Se Non Ora Quando?” di Lauria (Pz), a proposito dell’abrogazione dell’istituto del vitalizio per i consiglieri regionali.
 
Esprimiamo il massimo apprezzamento per l’iniziativa della regione Emilia Romagna e nel contempo una grandissima delusione dal momento che l’intervento della Sua Regione sui costi della politica non è stato seguito dalle altre istituzioni rappresentative. Nemmeno dalla Regione Basilicata, in cui la disoccupazione giovanile raggiunge il 38% e quella femminile il 46% e occorre reperire risorse per incentivare il lavoro e innalzare la qualità della vita.
 
Noi donne intendiamo promuovere una raccolta di firme da presentare al Consiglio Regionale di Basilicata affinché segua l’esempio della  Regione Emilia Romagna, che ha avuto il coraggio di partire dai costi della politica, per cominciare a distribuire equamente i sacrifici.
 
Le chiediamo  di sostenere la nostra petizione e  osiamo chiederLe di intervenire all’assemblea popolare che stiamo organizzando per il 28 luglio 2011, finalizzata all’avvio della raccolta delle firme.
Le riforme vanno compiute in tempo.
Se Non ora Quando?
 
Per il gruppo di Lauria, Rita Galietta

——

La risposta di Matteo Richetti:

Gentilissime,
non potendo essere presente, per impegni istituzionali, ci tengo a portare un ringraziamento personale e mi auguro che la vostra iniziativa possa innescare virtuosi meccanismi di emulazione del nostro provvedimento in altre Regioni e perfino, io spero e auspico, al Parlamento nazionale.

Apprezzo molto come avete definito l’iniziativa “Un caso di buon senso” perché la proposta di abolizione dei vitalizi è stata ispirata semplicemente dal buon senso. E’ un provvedimento  che tiene assieme il rigore con la dignità delle istituzioni, rispondendo a un principio di uguaglianza con i lavoratori. Il tempo che occorre ad un lavoratore per andare in pensione dovrà servire anche ad un rappresentante istituzionale di qualsiasi livello.

 Il consiglio regionale dell’Emilia-Romagna ha dimostrato che riformare si deve e si può, se si vuole. La legge è stata approvata in pochi mesi (nel dicembre scorso, dopo 7 mesi di legislatura) grazie al lavoro e alla condivisione di tutti i gruppi politici. Il buon senso alla fine ha vinto sulle inevitabili resistenze, sulla consuetudine, sulla colpevole reticenza.

Credo che oggi nel nostro Paese sia necessario innescare una vera e propria rivoluzione del buon senso. Perché – come diceva Cavour – “le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l’autorità, la rafforzano, invece di crescere la forza dello spirito antagonista, lo riducono all’impotenza.”

La svolta vera è sempre quella: dare l’esempio. Anche se purtroppo devo dire che per ora l’esempio è stato lodato da molti ma seguito da nessuno. Per ora. Permettermi dunque di esprimere la mia condivisione per la vostra iniziativa unendomi al coro del: “Se non ora, quando”?

Immagine: un momento della manifestazione “Se non ora, quando?” del 13 febbraio scorso a Modena.

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