I bambini del Saharawi in Assemblea

Galleria fotografica, Video — By Staff on 18 luglio 2011 12:58

Bologna, 15 luglio 2011. I bambini del Saharawi che saranno ospiti nella nostra regione per le vacanze estive fino alla fine di agosto, visitano la sede dell’Assemblea legislativa dove ricevono il saluto di Matteo Richetti.

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2 commenti

  1. Yassine Belkassem scrive:

    APPELLO DELLA C.M.I

    Alle vive coscienze e allo spirito della responsabilità

    No allo sfruttamento dei bambini dei campi di Tindouf

    La situazione drammatica che vivono i nostri fratelli nei campi di Tindouf in Algeria è conosciuta da tutti e, come per tutti i conflitti, i bambini sono le vittime principali, vista la loro sensibilità.
    In questi giorni, arrivano in Italia gruppi di bambini provenienti dai campi, col pretesto di calmare le sofferenze e permettere loro di godere della loro infanzia anche solo per pochi giorni.
    Ma, aldilà delle considerazioni e delle volontà degli organizzatori (associazioni e qualche enti locali), il “Polisario”, come al solito, non perde occasione per servirsi delle popolazioni dei campi – quali che siano le loro età e le loro sensibilità – per utilizzarli a fini politici, militari e soprattutto sfruttare le loro sofferenze ed il dramma che vivono per ottenere più aiuti e fondi.
    Cosi, il fatto di portare dei bimbi dagli 8 ai 10 anni, in un’operazione che il “Polisario” desidera sia un’operazione politica che mira a difendere le tesi del separatismo e i cui mezzi di persuasione non sono altro che l’innocenza dei bambini, questo non è che un altro modo di usurpare la loro infanzia e il suo utilizzo nella guerra, soltanto che questa volta al posto del kalashnikov c’è lo slogan separatista.
    Quindi, ci permettiamo di rivolgersi alle vive coscienze e allo spirito della responsabilità di consigliare i nostri fratelli del “Polisario” di smettere di strumentalizzare i dolori di quelli che sono sotto suo sequestro nei campi di Tindouf per fine di profitti materiali.
    E’ da segnalare che gli aiuti umanitari – sempre ben accolti – non fanno, in realtà, che prolungare le sofferenze dei nostri fratelli a Tindouf e creare una popolazione assistita, incapace di progettare il domani, un tipo di società handicappata le cui prossime generazioni non hanno prospettive né futuro.
    Se da un lato è apprezzabile l’azione umanitaria a favore di questi bambini, dall’altro lato, è nostro dovere attirare l’attenzione di tutti sullo sfruttamento di questi piccoli per fini politici e la loro strumentalizzazione per i bisogni della propaganda dei separatisti del “Polisario”.
    Denunciamo, infine, che il vero e l’unico responsabile della situazione drammatica in cui si trova la popolazione di Tindouf è l’organizzazione separatista il “Polisario” che non sono salvati dal suo crudele sfruttamento nemmeno i bambini.

    Sabato 16 Luglio 2011

    Rete delle associazioni della comunità marocchina in Italia

  2. ugo mazza scrive:

    trovo indecente che in questo sito si possano leggere dichiarazioni di questo tipo: mi sarei aspettato che chi lo gestisce avesse rispsto per le rime a queste stupide falsità.

    Di fronte a un conflitto di questo genere, che ha tutti i carismi del “delitto razziale”; di fronte all’attacco a migliaia di persone civili, vecchi e bambini, al campo di Gdmeil Izik issato in un terreno di un privato consenziente, all’arresto per reati di opinione e a processi senza difesa, come avveniva durante il fascismo in Italia; di fronte alla violazione dei diritti umani e alla negazione dei principi stabiliti dal diritto internazionale e dall’ONU, non si può stare in mezzo: bisogna scegliere e rispondere.

    Il Regno del Marocco massacra i Saharawi come il Governo del Sud Africa massacrava i neri nella loro terra, rapina i beni naturali dei territori occupauti senza alcuna autorità perchè nessun organo internazionale ha mai riconosciuto che i territori del Sahara Occidentale siano sotto l’autorità Marocchina: il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e l’Assemblea dell’ONU insistono sul referendum, secondo il principio dell’autoderteminazione dei popoli, proprio perchè quel territorio non fa parte del Regno del Marocco e solo la volontà del popolo può definirne lo status.

    L’opportunismo e il cosidetto “realismo politico” immiseriscono l’immagine dei Paesi Europei e dell’intera Europa che chiude gli occhi di fronte alla grave violazione del diritto intenrazione dei diritti umani per interessi di parte: come avveniva con Gheddafi a cui non casulamente Berlusconi ha baciato l’anello.

    Il Governo Italiano sta oggi facendo la stessa cosa con il Re del Marocco per la minaccia di arrivi di altri immigrati senza controllo e per non turbare il rapporto tra consolato marocchino e lavoratori immigrati presenti nel nostro Paese.

    Lavoratori che sembrno talmente “controllati” al punto tale di non poter neppure pronunciare la parola Saharawi e tantomeno discuterne.
    Le ragioni non le conosco ma ci vuole poco a pensare che anche loro vivano sotto il peso di un controllo che può portare a dure reazioni contro di loro quando tornano in Marocco e contro le loro famiglie ancora in Marocco.

    Se così fosse, come io penso, saremmo di fronte anche alla violazione dei diritti nel nostro Paese perchè nessuno può essere controllato e limitato nella espressione delle proprie opinioni.

    E se, come sarà giusto, finalmente sarà riconosciuto il diritto di voto aministrativo ai lavoratori immigrati potremmo accettare che qualcuno imponga loro di non votare per i partiti che sostengono la causa del popolo Saharawi?

    Non è poi così avventato questo mio pensiero: molti giornalisti che hanno scritto sul popolo Saharawi sono stati licenziati e incacerati: la libertà di pensiero in marocco sulla questione Saharawi è repressa.

    Non si può far finta di niente e non può succedere nel territorio del nostro Paese: è un virus chepuò facilemtne espandersi al altri diritti.

    Ugo Mazza

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