«La Lega non festeggia il 150°? Banner tricolore su tutti i siti web»

iniziative, News — By on 22 febbraio 2011 19:19

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Il consigliere regionale della Lombardia Gabriele Sola lo regala in antitesi al gruppo che su Facebook promuove il lutto

BERGAMO – La sfida si gioca tutta nella rete. I leghisti ingrossano le fila del gruppo che su Facebook dichiara orgoglioso, con tanto di manifesto listato a lutto, di non voler festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia? Il consigliere regionale dell’Italia dei Valori Gabriele Sola replica mettendo a disposizione gratuitamente (scaricabile dalla pagina web www.gabrielesola.it) un banner tricolore per chiunque voglia inserirlo nel proprio sito internet. E non contento, approfittando del fatto che oggi in Consiglio regionale si discuterà del progetto di legge su «Celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e valorizzazione del patrimonio storico risorgimentale in Lombardia», il dipietrista bergamasco presenterà un emendamento per fare in modo che all’inizio di tutte le sedute del 2011 risuoni nell’aula l’Inno di Mameli.

Le posizioni non potrebbero essere più distanti. Il gruppo di Facebook conta al momento oltre 3.500 iscritti. Tra questi anche alcuni esponenti di primo piano della Lega bergamasca: il segretario provinciale (e assessore alla Sicurezza del Comune di Bergamo) Cristian Invernizzi, il consigliere regionale Roberto Pedretti, il sindaco di Spirano Giovanni Malanchini (noto per il centralino in dialetto e le strisce pedonali verdi). Il manifesto che spiega le ragioni dei mancati festeggiamenti non sembra riecheggiare le parole di Giorgio Napolitano o di Roberto Benigni. «La penisola non ha mai avuto tante sciagure come da quando è politicamente unita. É un rosario di fallimenti. Si è fatta prendere da fregole di grande potenza e si è cacciata in un sacco di guai». Una bocciatura secca, insomma, che spinge a dichiarare che non c’è proprio alcuna ragione per dar spazio ai festeggiamenti.

La replica di Gabriele Sola è grafica, attraverso il banner creato appositamente come fascetta per siti internet, ma anche politica: «Il gruppo che sul social network sta promuovendo il lutto non è che l’ennesima volgare provocazione funzionale alla propaganda leghista che, ormai fuori controllo, degenera al punto da annichilire la ragione e negare la nostra stessa storia».

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